11Settembre, 07
i.Mirror
Per chi ancora non ha avuto modo di vederlo vi segnalo questa trilogia di video (qui sopra la prima parte) di China Tracy, alter ego in Second Life dell’artista cinese Cao Fei. L’opera è stata anche ospite dell’ultima Biennale di Venezia.
i.Mirror è una sorta di documentario su Second Life ma, per estensione, su tutto il mondo virtuale e le sue interconnessioni con quello reale. Sogno, illusione, amore, l’uomo: il video è un flusso di pensieri, immagini e riflessioni su quello che siamo oggi e saremo domani, su cosa stiamo cercando, sui valori della società.
Ciascuna parte di i.Mirror si focalizza su un aspetto di Second Life.
Il primo video è una sorta di introduzione al mondo di SL e si concentra soprattutto sull’aspetto politico / economico mentre nel secondo la protagonista China Tracy intreccia il suo viaggio con quello di un altro avatar (nella realtà un vecchio militante ultrasessantenne della sinistra marxista americana) con il quale instaura una relazione, mentre a video leggiamo le trascrizioni delle chattate tra i due. In qualche modo questa parte mi ricorda un po’ il film Lost in Translation, sia per i ritmi della narrazione che per quella sottile, amara tristezza che nasce dall’incontro tra due solitudini.
La terza parte, infine, è una sorta di cinegiornale senza commento, con i volti (ritratti) di tanti avatar diversi che si susseguono gli uni agli altri. Assomiglia a quei servizi che i telegiornali fanno “dopo qualcosa”: la strage nella scuola, l’11 settembre, il terremoto dell’Irpinia. Sulle note di una bellissima colonna sonora, che accompagna tutti e tre i video, i.Mirror si conclude con una constatazione disperatamente piena di speranza, mentre China Tracy / Cao Fei prende il volo e si allontana nel tramonto virtuale (sembra stucchevole ma se guardate il video dall’inizio alla fine in realtà è un finale perfetto):
immagino sempre gli esseri umani dietro a vuote cifre, tutte quelle anime sole. Noi non siamo ciò che siamo in origine, tuttavia rimaniamo immutati. Si spera ci sia la possibilità di nuove combinazioni in questa nostra elettronica seconda vita, una nuova forza che trascenda questa spirale mortale. Alla fine della realtà di questo ultra-spazio combinato c’è ancora amore per le cose semplici e per il raggiungimento della libertà. Siamo stati gettati in questo mondo vuoto. Ogni mondo è un abisso. Dio ama gli uomini ma siamo anche noi stessi ad essere la salvezza di ciascun altro. Entrare in un mondo virtuale è l’unico modo per dimenticare la vera oscurità.






Cavolo, pensavo di arrivare troppo presto e invece è già pieno di gente. C’è davvero un gran casino, ci sono già i
La galleria, comunque, è davvero bella, su piani diversi. Scale e scalette ovunque. Nicchie, divani, tavolini e bicchieri che nessuno riusciva a prendere. Ad un certo punto giravano pure delle canne (posso dirlo? Tanto erano solo virtuali ;).
Dall’alto sembra tutto diverso. In una vera galleria questo non lo puoi fare, però in una vera galleria lassù ci sarebbe un po’ di silenzio. Ma le parole di tutti si mescolano in fondo al mio schermo, con il tizio che continua a parlare con questo Simone…
Purtroppo non si possono ancora sfogliare: Second Life non è ancora così potente, credo. Però ci sono i link e di sicuro in molti, compreso me, scopriranno siti che ancora non conoscono.
E’ quasi mezzanotte, nel mondo reale. Qui in casa c’è la tv accesa, il gatto russa sdraiato sul lenzuolo di Ethel. Decido di rientrare a vedere come va la festa.


















